martedì 2 marzo 2010

Stylin' cold Antwerp

February 22nd-24th 2010 - http://picasaweb.google.it/lhapis/StylinAntwerp#

Manco il tempo di arrivare, la mia attenzione si sposta con estrema velocità su un piccolo carretto che vende Waffel. Prima il piacere di mangiare, poi il piacere di liberare le spalle lasciando gli zaini in una cassetta di sicurezza, poi il dovere di turista di farsi un giro in città. Ecco, Anversa è una città all’apparenza molto più commerciale e brandizzata rispetto a Brugge (terribilmente turistica) che visitai qualche tempo fa. Ecco, potremo dire chè è un misto tra Brugge e Bruxelles, però non ci sono turisti, per niente. Tutti belgi, al massimo senti parlare un poco di francese, ma è il fiammingo o l’olandese a farla da padrone.

Decidiamo di addentrarci verso il centro, e devo ammettere che stramerita: le piccole viuzze del centro regalano la vista delle case tipiche fiamminghe, piccole e dalle forme adorabili. Ci dirigiamo subito verso la cattedrale, decidiamo di visitarla dentro nonostante si paghi tre euro. Merita molto. Una mostra di quadri dedicati a Gesù Cristo aiuta a riempire una delle cattedrali più grandi che io abbia mai visto (solo dopo scoprirò che questa è la più grande cattedrale dei Paesi Bassi). Poco dopo, vedo Vanja parlare con qualcuno. Quando mi fa cenno di avvicinare mi presenta una sua amica di scuola, che studia con lei ad Amsterdam. Si sono incontrate ad Anversa, all’interno di una cattedrale. Forse è proprio vero che il mondo è piccolo, ma io inizio a pensare che probabilmente non siamo solo noi italiani a riuscire a ritrovarci in ogni posto del mondo.

Finiamo il nostro giro (dopo un ora e mezza circa) e ci dirigiamo verso casa di Nelli. Finalmente ho l’occasione di poter parlare un po’ con lei da sobrio, e con lei sobria. Tutte le volte che l’ho incontrata, a Milano o in occasione della Paella, almeno uno dei due non era in grado di sostenere una discussione seria, per questo ho sempre avuto un certo timore di lei. Nelli è un’animale da festa, sempre vogliosa di ballare, conoscere gente, fare casino. Ci mette a sedere e ci inizia a parlare di questo e di quel couchsurfer, di questo locale per la musica dal vivo, o quell’altra serata da discoteca. E’ vegetariana e ecologista al 100%. Fa ogni tipo di raccolta differenziata ed è sempre pronta per preparare un thè o una zuppa. E, cosa che mi sorprende di più, ha una figlia. Me ne sono accorto leggendo il suo profilo che ha una figlia 21enne. Simpatica, parla inglese con un po’ di difficoltà ma si lascia capire. Molto carina e fa spesso delle smorfie strane ed esilaranti e doveva partire per l’Inghilterra per la settimana della moda, con alcune amiche/amici, ma non andrà per colpa di alcuni dolori alla schiena. Nelli ci spiega infine che la ragazzina guadagna un po’ di soldini il weekend come ragazza cubo. E ce lo dice anche con un certo orgoglio dato che riesce a guadagnare un po’ di soldini per poter pensare a sé stessa. Open-mindness, d’altronde cosa ti aspetti da un 46enne dea della pista da ballo che riesce a sedurre perfino gli omosessuali?

La serata scorre molto tranquilla, dopo aver passato un’oretta a vederci un breve concerto dal vivo (e io, dopo due birre, esco fuori di testa) crolliamo tutti a dormire, e Nelli non ha il tempo di vedere la nostra mappa e dirci i punti importanti della città. Per questo vuole (anzi, pretende) che andiamo a trovarla a lavoro.

Ci manda le istruzioni via sms, ma non ci dice la via, e ci dice di arrivare ad una piazza (senza nome) e salire al sesto piano di un grosso palazzo moderno. Arriviamo in questa piazza dove ci saranno almeno tre palazzi moderni di almeno sei piani, ma riusciamo a trovare l’edificio giusto e incontrarla alla Levanto, dove lavora per aiutare gli stranieri a trovare un lavoro ad Anversa. La vediamo impeccabile e seria come non mai (assurdo!), offre un thè a Vanja e ci mostra cosa visitare.

E così parte il nostro tour cittadino, sotto la pioggia (ma neanche tanta, mai come Amsterdam) visitando la piazza principale, la fortezza Steen, la via piena di negozi d’antiquariato e di rarità, alcune interni di palazzi molto caratteristici ed affascinanti, e perfino un piccolo giardino pieno di graffiti. Anversa si rivela essere una città molto, molto giovanile. Non solo la sera per via dei suoi locali e discoteche (di cui molti per gay e lesbiche, secondo Nelli il 50% delle persone di Anversa è omosessuale) ma anche per la gente che trovi attorno. Ci fermiamo anche in un fast food per prenderci alcune patatine fritte (finalmente!) ma anche in un altro pub famoso per avere 800 birre in vendita. Ne scegliamo un paio, e ci sentiamo più felici così!

Prima di tornare a casa, facciamo un po’ di spesa, perché io ho promesso a Nelli che avrei cucinato per lei, e Nelli non dimentica le promesse. Prendiamo pasta, pomodoro, aglio, mandorle, zucchero, champagne, salatini e olive. Poi si torna a casa, e siamo tutti stramorti di sonno, Nelli compresa. Decidiamo di dormire per una mezz’oretta, ci ritroviamo a dormire per un paio di ore, e alle 20e30 ci risvegliamo per cucinare. Nelli è vegetariana convinta, come già detto, quindi sono costretto a dover rinunciare ai miei piatti forti a base di carne, come la palermitana. Ripiego quindi sulle paste di mandorla (divenute velocemente un must) e su una pentolona di pasta alla norma. Tutto sommato, non è niente male, sebbene l’assenza della ricotta salata si faccia sentire, e non poco (e il parmigiano non rende l’idea). Ma la cena avviene in una penombra tale che mi concilia il sonno, e mi addormento tra le braccia del cagnolino di casa mentre Nelli e Vanja parlano di ogni argomento possibile, mentre Lilia si è rifugiata nella sua stanza per colpa dei dolori di schiena, sicuramente non annoiandosi grazie a facebook e ai millemila milioni di sms che invia e riceve.

Al mio risveglio (più o meno), iniziamo a giocare con la collezione di occhiali di Nelli, occhiali trovati e comprati in bancarelle dell’usato varie. Nelli decide infine di regalarmi un paio di occhialini da sole bellissimi, che mi calzano molto bene, molto anni ’80 grazie alla montatura e alle lenti quadrate. Un paio di foto più o meno sexy, e poi si scappa a dormire.

Al nostro risveglio, salutiamo Lilia e lasciamo casa di Nelli. Andremo a trovarla, ancora una volta, nel suo ufficio e stavolta indossando i nuovi nostri occhialini. Per poco non ci riconosceva. Ci abbraccia, ci saluta, ci obbliga a tornare ad Anversa quando farà più caldo, e noi siamo pronti (non prima di un ultimo caffè e un’ultima confezione di fries) di prendere il treno che ci porterà verso Lille.

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